Ipnosi

L’ipnosi è una terapia che si basa su una modificazione transitoria dello stato di coscienza e per la sua realizzazione sono necessari:

  • Uno stato di trance indotto

  • Un soggetto che decide di andare in trance

  • Un terapeuta ipnotico che aiuta il paziente ad entrare nella sua trance

  • Un contenuto per la trance (cioè i bisogni della persona)

E’ fondamentale sapere che paziente e ipnotista collaborano tra loro, quindi il terapeuta non “mette dentro” niente nel soggetto, non lo dirige, né può far fare al soggetto qualcosa contro la sua volontà; il terapeuta, invece, aiuta il paziente a ritrovare delle risorse interiori, attraverso uno stato di coscienza modificato.

La coscienza può essere definita in base alle variabili neurofisiologiche di qualità di input che arrivano al cervello e loro velocità di elaborazione, lungo un continuum che va dall’estasi, in cui il cervello funziona molto velocemente, ad una fase di ipo-attivazione cerebrale, passando appunto per la trance ipnotica. Gli stati di coscienza possono essere alterati riducendo o aumentando il flusso degli stimoli sensoriali, l’attività fisica, le emozioni, i processi cognitivi. Gli stati di coscienza alterati sono temporanei, non stabili, più o meno volontari e possono portare ad una alterazione nel modo di pensare, di percepire il proprio corpo, il tempo, le proprie emozioni, il significato delle cose, possono indurre un senso di perdita di controllo e di ipersuggestionabilità, nonché distorsioni percettive.

Durante una comune trance ci possono essere modificazioni psicofisiologiche (ritmo cardiaco, flusso sanguigno, risposte pupillari, deglutizione, respiro), motorie (latenza di risposta, economia dei movimenti, minor tonicità muscolare, alterazione vocale), sensorio-percettive (rilassamento, fenomeni allucinatori, sentirsi “distante”), cognitive (amnesia, fantasie, distorsioni e vuoti temporali), sociali (risposta attentiva, contatto oculare, linguaggio corporeo “aperto e percettivo”, interesse ed aspettativa, suggestionabilità).

Indurre una trance significa aiutare un soggetto a modificare il proprio stato di coscienza, fino ad arrivare ad una interiorizzazione dell’attenzione con distacco (leggero o profondo) dalla realtà esterna: qualunque metodo di rilassamento che permetta di raggiungere questo risultato è adatto allo scopo, perché permette di scollegare virtualmente le connessioni tra i due emisferi attraverso lo spostamento dell’attenzione (come avviene naturalmente nella fase che precede il sonno).

Questa alterazione della coscienza può essere utilizzata per:

  • il controllo del dolore (per esempio nel parto),

  • in ambito sportivo per migliorare le prestazioni,

  • in ambito educativo per migliorare memoria ed apprendimento, per stimolare la creatività,

  • in ambito psicoterapeutico (disturbi d’ansia, depressione, fobie, traumi, dipendenze di vario genere, disfunzioni sessuali).